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In questa pagina, sono presenti informazioni circa:
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Linee guida sulla Live
Surgery.
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Linee guida sulla
Splenectomia Laparoscopica.
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Altre informazioni verranno aggiunte, non appena disponibili.
Linee guida per la Live Surgery nel corso di Congressi e/o Manifestazioni Scientifiche.
Premesse
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La
S.I.C.E. ravvisa la necessità di formulare le seguenti linee guida in
relazione alla diffusione della video chirurgia in diretta come utile mezzo
di presentazione e confronto di tecniche chirurgiche nel corso di congressi
e manifestazioni scientifiche.
Riguardo
all’attività didattica chirurgica svolta a circuito chiuso, rivolta a
specializzandi, perfezionandi o a corsi che abbiano una continuità e
regolarità di esecuzione nel tempo e con specifico riconoscimento
di Enti Pubblici, Associazioni e Società scientifiche di rilevanza
nazionale ed internazionale.
Si
ritiene che queste linee guida possano ben integrare le norme specifiche che
già le regolano.
E’
comunque intenzione della Società di portarle a conoscenza delle Società
scientifiche, dell’Università, del Ministero interessato, dell’Ordine
dei Medici al fine di favorirne una diffusa condivisione ed utilizzo.
L’attività
didattica chirurgica svolta a circuito chiuso, rivolta a specializzandi,
perfezionandi ecc., esula dalle procedure riportate nelle seguenti linee
guide, in quanto rivolte a persone che utilizzano tali metodologie con
finalità esclusivamente didattiche e che sono iscritti a corsi che abbiano
una continuità e regolarità di esecuzione nel tempo e con specifico
riconoscimento di Enti Pubblici, Associazioni e Società scientifiche di
rilevanza nazionale ed internazionale.
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Nel
caso di ospiti stranieri non appartenenti alla Unione Europea, il chirurgo
ospitante, sentito l’ordine dei medici, deve valutare se il chirurgo
ospitato è in possesso di titolo abilitante all’esercizio della
professione medica in Italia, e altrimenti ottenere una
specifica deroga.
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Sempre
nel caso di chirurgo straniero che non parla la lingua italiana, il chirurgo
ospitante deve fornire un traduttore per assicurare che il colloquio con il
paziente di cui al punto 2, sia reso possibile assicurando la massima
comprensione tra chirurgo ospitato e paziente.
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Scelta
e tipologia dell’intervento live e degli operatori
La
scelta della tipologia degli interventi da eseguire in diretta televisiva
deve essere
strettamente limitata a quegli interventi che abbiano avuto già un
riconoscimento di reale interesse clinico (vedi 1a).
Deve
essere rivolto ad assicurare la diffusione e la conoscenza di quegli
interventi che costituiscono un reale progresso tecnico-chirurgico e/o
tecnologico e/o di miglioramento della qualità di vita o dei risultati
clinico-funzionali e l’intervento non deve avere finalità di stupire
l’audience.
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Le
manifestazioni scientifico-culturali che prevedano l’esecuzione di
interventi in diretta dovranno avere necessariamente un Comitato
Scientifico, costituito da almeno tre persone, che sarà responsabile
della scelta della tipologia degli interventi e degli operatori. Uno
di questi tre membri deve essere scelto tra quanti facciano parte del
Consiglio Direttivo della Società Italiana di Chirurgia Endoscopica ed
un membro deve essere il chirurgo ospitante.
Inoltre
dovranno comunque essere rispettati i criteri sotto elencati:
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l’intervento
deve essere già stato oggetto di pubblicazione scientifica;
-
è
necessario che l’operatore sia sperimentato nella materia avendo già
eseguito un adeguato numero di interventi.
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Rapporti
tra paziente e chirurgo ospitato.
Il
chirurgo ospitante deve preavvertire il paziente e presentargli il chirurgo
ospitato che lo opererà e altresì renderà edotto il paziente che nel
decorso postoperatorio sarà sotto la responsabilità del chirurgo
ospitante.
Prima
dell’intervento il chirurgo ospitato deve aver avuto un colloquio
personale con il paziente, dal quale risulti la seguente procedura che sarà
poi formalizzata nel consenso informato che verrà sottoscritto dal
paziente, dal chirurgo ospitante e dal chirurgo ospitato.
-
Il
chirurgo ospitante si farà carico di informare congiuntamente il
paziente sulle caratteristiche professionali specifiche del chirurgo
ospitato.
-
Il
chirurgo ospitato deve prendere visione del caso clinico, discuterne con
il chirurgo ospitante ed assicurarsi che tutto l’iter diagnostico sia
stato completato in accordo ai criteri precedentemente concordati con il
chirurgo ospitante e da lui (chirurgo ospitato) abitualmente utilizzati
per scelta dottrinale.
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Il
chirurgo ospitato, una volta edotto circa il caso clinico deve avere un
colloquio con il paziente al fine di informarlo circa le seguenti
problematiche:
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la
patologia che è emersa dagli accertamenti diagnostici;
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la
prevedibile evoluzione di questa anche in relazione alla storia
naturale;
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la
natura e gli scopi del procedimento terapeutico che intende attuare;
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i
benefici che ci si aspetta dalla tecnica chirurgica proposta.
Inoltre
con particolare attenzione e chiarezza, il chirurgo ospitato deve
informare il paziente circa:
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le
possibili complicanze che l’atto chirurgico comporta;
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se
queste possono essere potenzialmente diverse in rapporto alla
procedura adottata;
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i
prevedibili disagi e rischi, confrontando parimenti la procedura
tradizionale versus la metodologia che intende adottare;
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le
possibili alternative al trattamento proposto;
-
il
chirurgo ospitato renderà il paziente consapevole che per
imprevedibili eventi durante la procedura terapeutica, o per
patologie misconosciute e comunque diverse da quelle emerse
dall’iter diagnostico, si potrà procedere ad interventi di
maggiore estensione ed eventualmente più mutilanti rispetto
all’intervento proposto, ai quali il paziente deve dare comunque
un preventivo seppur generico assenso;
-
nel
caso di procedure laparoscopiche il paziente ovviamente deve essere
informato circa la possibilità di convertire l’intervento a cielo
aperto.
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Rapporti
tra paziente e chirurgo ospitante.
Il
paziente informato dal chirurgo ospitante deve specificatamente autorizzare:
-
la
trasmissione in diretta, essendo stato rassicurato
dal chirurgo ospitante che comunque
la sua immagine e le sue generalità non verranno rese pubbliche
all’audience;
qualora
viceversa la patologia comporti la necessità di mostrarne le sembianze
(vedi ad esempio quadro disendocrino, obesità, ecc.) l’immagine
deve essere comunque modificata o elettronicamente e con altre
procedure, al fine di non rendere identificabile il paziente;
qualora ciò
non sia possibile, prima di procedere alla trasmissione di immagini che
consentano la identificazione della persona, il paziente deve averne
dato ulteriore specifico consenso;
-
la
registrazione delle immagini da parte del chirurgo ospitante su supporto
elettronico e/o magnetico autorizzandolo alla eventuale diffusione a
fini istituzionali didattico-scientifici;
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il
chirurgo ospitante deve specificare al paziente che il postoperatorio è
sotto la sua diretta responsabilità e che comunque ne renderà edotto
il chirurgo ospitato.
I
contenuti dei punti 2c, 3a, 3b e 3c dovranno essere oggetto di specifico
consenso sottoscritto dal paziente. In tale consenso deve essere specificato
che tale procedura è in accordo con la deroga prevista dalla attuale
normativa sulla privacy (legge n. 675/96).
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Sede
della proiezione.
Nell’aula
ove avviene la proiezione deve essere consentito l’accesso ai soli
partecipanti alla manifestazione scientifica (limitatamente a quanti
esercitano la professione sanitaria) che dovranno essere regolarmente
registrati dalla Segreteria e muniti di apposito badge.
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Rapporti
tra chirurgo ospitato e chirurgo ospitante.
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Il
chirurgo ospitante deve richiedere preventiva autorizzazione alla
Direzione Sanitaria dell’ente e comunicare i nomi del chirurgo
ospitato e dei suoi collaboratori. Comunque deve essere loro
assicurata una adeguata copertura assicurativa.
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E'
diritto del chirurgo ospitato essere assistito durante l’intervento da
un aiuto con il quale opera abitualmente o da una persona che manovra la
telecamera, o comunque che in camera operatoria sia presente un secondo
elemento della équipe ospitata che faciliti l’attività del chirurgo
ferma restando la presenza di un membro dell’équipe ospitante.
Qualora durante l’intervento si richieda l’impiego di tecnologie di
particolare complessità è diritto del chirurgo ospitato di avvalersi
della presenza di un tecnico che conosca tale attrezzatura o del caso di
strumentario chirurgico particolare, della ferrista con i quali il
chirurgo è solito operare.
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Il
chirurgo ospitato insieme al suo aiuto (o alla ferrista o al tecnico) deve
prendere preliminare visione della camera operatoria e deve avere
buona conoscenza delle attrezzature, del materiale chirurgico e
controllare la disponibilità ed il funzionamento delle altre
apparecchiature che ritiene utile avere a disposizione (ecografo,
amplificatore di brillanza, dissettore ad ultrasuoni, elettrocoagulatore,
ecc.).
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Il
chirurgo ospitato deve altresì rendere edotto il chirurgo ospitante
delle particolarità del decorso postoperatorio in rapporto a nuove
tipologie di interventi e delle possibili complicanze che potrebbero
insorgere in rapporto alla tipologia dell'intervento.
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Terminato
l'intervento il chirurgo ospitato deve mantenere una sorveglianza del
paziente ed essere informato dal chirurgo ospitante circa l'andamento
del decorso postoperatorio.
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Il
chirurgo ospitato deve, di intesa con il chirurgo ospitante, curare l'organizzazione
dell’assistenza postoperatoria indicando la tipologia del trattamento
e degli eventuali controlli secondo tempi e modalità resesi necessarie
dalla tipologia dell’intervento praticato.
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Qualora
occorrano complicanze il chirurgo ospitante deve concordare con il
chirurgo ospitato l’iter diagnostico e le procedure da adottare, ove
possibile.
Linee guida sulla Splenectomia
Laparoscopica.
Cari Colleghi,
con piacere ho accolto l'invito del Presidente a riassumere le indicazioni
emerse dal dibattito in occasione della Tavola Rotonda "Gold Standard in
Chirurgia Laparoscopica: la splenectomia" svoltasi nell'ambito del VI
Congresso Nazionale della S.I.C.E. il 19 ottobre 2000 dedicata alla splenectomia
laparoscopica, con particolare riferimento alle complicanze infettive post
splenectomia ed al trattamento medico pre e post operatorio.
La sepsi post splenectomia (la "overwhelming post-splectonomy sepsis
syndrome - OPSS" degli anglosassoni) è un'entità nosologica descritta
circa cinquant'anni orsono (1952) e ci è stata tramandata come un fantasma che
aleggia dopo ogni splenectomia sia nei bambini che negli adulti.
I dati epidemiologici più recenti indicano un'incidenza di sepsi post
splenectomia pari a 1/300/anno nei bambini e 1/800/anno negli adulti con una
letalità pari al 50-70%.
Le indicazioni alla splenectomia possono essere suddivise in due grosse
categorie: per trauma e per malattie ematologiche benigne o maligne.
L'indicazione alla splenectomia influenza la comparsa di sepsi post-operatoria,
che è del 1.5% circa nei casi di splenectomia post-traumatica, sino a giungere
al 7-11.6% nel Morbo di Hodgkin. Un ulteriore fattore è rappresentato dal lungo
periodo post-operatorio nel corso del quale può manifestarsi la sindrome.
Infatti, sono stati riportati episodi di sepsi a vent'anni di distanza
dall'intervento chirurgico, anche se il 75% delle manifestazioni si verifica
entro 5 anni.
Tipo di
vaccino*
Vaccini anti Haemophilus
influenzale tipo B
| - Acthib |
(MSD) |
| - Hiberix |
(Smithline Beecham) |
| - Hibtiter |
(Wyeth Lederle) |
| - Vaxem |
(Chiron) |
Vaccini meningococcici
| - Mencevax Acwy |
(Smithline Beecham) |
| - Menomane |
(MSD) |
Vaccini pneumococcici
| - Pneumoimmuno 23 |
(Wyeth Lederle) |
Vaccini pneumococcici
| - Pneumoimmuno 23 |
(Wyeth Lederle) |
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La vaccinazione anti-pneumococcica, antihaemofilus influentiae e
antimeningococco viene comunemente consigliata nei pazienti candidati a
splenectomia. Quindi la disponibilità attuale di nuove formulazioni più
efficaci e sicure dei vaccini ne impone un uso routinario nei pazienti
sottoposti a splenectomia sia in urgenza sia in elezione, indipendentemente
dall'approccio chirurgico utilizzato. |
TAB. 1
* Tutti i vaccini sono disponibili
in Italia
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Al fine di rendere omogenei il management pre e post-operatorio dei pazienti
candidati a splenectomia laparoscopica, la S.I.C.E. mi ha chiesto di stilare una
linea guida per le somministrazioni delle vaccinazioni (Tab. 1).
Il rischio della sepsi post-splenectomia, alimentato da racconti aneddotici,
persiste anche nell'era laparoscopica e di alta tecnologia. Il buon senso, anche
se non suffragato da recenti studi epidemiologici e clinici controllati,
difficilmente realizzabili vista la lunghezza del follow-up, suggerisce, anche
per motivi medico-legali, di adottare delle linee guida accettate dalla
comunità scientifica.
Pietro Martino
Professore Ordinario di Medicina Interna
Dipartimento di Biotecnologie Cellulari ed Ematologia
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
BIBLIOGRAFIA
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Styrt B. "Infection associated with asplenia: risks, mechanism
and prevention" Am. J. Med. 1990, 88: 533-542
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Rutherford E.J., Livengood J:, Higginbotham M:, et al. "Efficacy
and safety of pneumococcal revaccination after splenectomy for
trauma" J. Trauma 1995, 39:448-452
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Working Party of the British Commettee for Standards in Haematology
Clinical Haematology Task Force "Guidelines for the prevention and
treatment of infection in patients with an absent or dysfunctional
spleen" BMJ 1996, 312:430-4
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